La lotta al contante si fa sempre più serrata. Linea di continuità tra tutti gli ultimi Governi che si sono susseguiti, l’avanzamento del denaro digitale è stato attuato un decreto alla volta nel corso del tempo. Tornando indietro solo di un Esecutivo, il Conte bis si è distinto per l’introduzione del programma Cashback e della Lotteria degli scontrini. Provvedimento presentato come antidoto alla principale missione che accomuna tutte le iniziative anti-moneta: combattere l’evasione fiscale.
Un nuovo passo verso l’obiettivo è stato fatto con il decreto legge 30 aprile n. 36. In esso il Governo Draghi ha anticipato al prossimo 30 giugno l’entrata a regime del sistema sanzionatorio per gli esercenti che rifiutano il pagamento tramite Pos. Non essere in possesso del dispositivo elettronico che consente di utilizzare carte di credito e bancomat costerà ai gestori una multa di 30 euro, a cui va sommato il 4% del valore complessivo della transazione.
L’origine della norma in realtà arriva da Bruxelles, poiché la riduzione del contante e la promozione dei pagamenti digitali rientra tra le condizioni per lo sblocco dei fondi del Pnrr. Più precisamente era necessario per il Governo agire entro il 1° semestre 2022, come indicato nella Milestone M1C1 -103 del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Cosa si nasconde dietro a questa ultima mossa? Ne ha parlato il presidente nazionale di Mio Italia Paolo Bianchini, intervenuto in diretta a Lavori in corso con Stefano Molinari.
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