La premessa è che ci sono statistiche in base alle quali diventa un po’ faticoso parlare di semplici casualità; diciamo criticità ricorrenti, allora, quali possono essere definiti determinati atteggiamenti del Signor Di Bello con la Roma, per esempio. Si badi bene: gli atteggiamenti ancor prima delle decisioni: la posa ostile di chi in partenza non è disposto ad ascoltare, il piglio autoritario – non autorevole, sia chiaro, perché le parole hanno un peso e perché quando c’è autorevolezza non c’è una pioggia di cartellini – e il cipiglio ducesco da primo (?) della classe.
Se poi volessimo prendere in esame le decisioni, dovremmo tirare fuori una casistica che comincia ben prima della partita del “Maradona” e conta episodi più nitidi ancora del rigore su Zaniolo o dell’espulsione sacrosanta di Zanoli che sarebbe stata sacrosanta.
A chi dovesse pensare che questa sia una questione da orticello romanista e che ci sia alla base una visione di parte, rispondiamo che è proprio questo modo di interpretare le nostre analisi che continua a favorire il proliferare dell’aspetto peggiore di una generazione di arbitri non eccelsi tecnicamente ma che continuano a sentirsi dei fenomeni: la presunzione, che affonda le radici nel “divide et impera” dei vari campanilismi.
PROF. PAOLO MARCACCI
Preoccupazione, a dir poco, dopo il fischio finale di Newport County-Roma, amichevole vinta 4-1 dalla…
Il 4-1 della Roma contro il Newport County ha fornito importanti indicazioni, soprattutto sulle qualità…
Nuova tensione ieri alla Camera dei Deputati, dove l'intervento della deputata di Fratelli d'Italia Alice…
Via libera alla proposta di legge che istituisce la Giornata nazionale dedicata a Enzo Tortora,…
Zion Suzuki è a un passo dalla Juve: operazione a sorpresa che coinvolge anche il…
E' celermente divenuto virale il video, prodotto con l'intelligenza artificiale, che mostra il prode generale…