Un grande cartellone bianco davanti all’ambasciata britannica con la scritta: “Free Assange“. I parlamentari di Alternativa c’è si sono mobilitati in favore del giornalista di origine australiano che ora è vicinissimo all’estradizione dalla Gran Bretagna negli Stati Uniti. Assange, come noto, è stato al centro di una vasto scandalo che ha coinvolto Washington pubblicando documenti segretati sulle violenze USA in Afghanistan e Iraq.
Gli Stati Uniti da tempo hanno esercitato pressioni sul governo di Londra per poter ottenere l’estradizione dell’attivista e poterlo processare per aver rivelato documentazione considerata sensibile per la sicurezza nazionale americana. Se fosse definitivamente approvata l’estradizione da parte del governo britannico, Assange rischierebbe fino a 175 anni di carcere, di fatto una condanna a morte dentro una cella.
Come spiega Cabras, deputato di Alternativa c’è, la decisione dell’amministrazione Johnson rappresenta una sfida fondamentale per le sorti future delle democrazie occidentali. L’estradizione e la sicura condanna rappresenterebbero una grave azione contro il diritto all’informazione e alla libertà.
Il sit-in dei deputati di Alternativa c’è
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