I problemi di una Roma sull’altalena. Mourinho, nel suo primo anno al timone giallorosso, ancora non è riuscito nei fatti a fornire al suo team un equilibrio tattico effettivo.
La vittoria di misura sul Vitesse, ancora una volta, ha segnalato i limiti nelle trame collettive dei capitolini. La concretezza è certamente una virtù, ma è pur vero che senza una solida base di gioco il futuro non potrà mai essere particolarmente roseo. La struttura della squadra giallorossa presenta vari lati oscuri da analizzare profondamente la prossima estate.
In pochi si salvano. Rui Patricio, Smalling, Mkhitaryan, Lorenzo Pellegrini, Zaniolo e Abraham sono i punti fermi da cui ripartire anche per l’annata 2022/2023. Il resto del contingente di fatto non è così sicuro di rimanere nelle stanze di Trigoria. Gli stessi innesti del mercato invernale, Sergio Oliveira e Maitland-Niles, non fanno strappare i capelli al pubblico romanista. Insomma, il cantiere capitolino è più che mai aperto.
La rete decisiva contro l’Atalanta è il manifesto del gioco perseguito dallo Special One. Lancione di Karsdorp. Controllo di Zaniolo. Assist preciso per Abraham che realizza alle spalle di Musso. Ora pure José esalta il ‘corto muso‘ di stampo allegriano. ‘Tutto il mondo è paese‘. La noia è brutta, ma i risultati sono fondamentali. Ne weekend si va a Udine e la vittoria è praticamente un ordine perentorio.
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