Non l’avevamo vista mai, questa; né noi, né i nostri padri o i nostri nonni: fuori per due Coppe del Mondo di fila, portata epocale e inedita di una disfatta che non può avere un solo responsabile; è una questione tecnica, gestionale, dirigenziale, finanche politica se volete.
Volendo restare ai dettagli della gara, Mancini aveva parlato dell’eventualità di un piano B; se qualcuno dovesse averlo visto, venga a raccontarcelo. Avevamo capito ben presto che il piano A era prevedibile e, pur con la continua pressione azzurra, il tutto faceva gioco all’unico tipo di partita che i macedoni erano in grado di fare e che hanno messo in atto con progressiva efficacia dal primo al secondo tempo.
Per quanto riguarda poi il gol di Trajkovski, siamo sicuri che Donnarumma sia esente da colpe? Discorsi peraltro velleitari, ormai, che è la cosa che fa più male.
Al netto dei dettagli, non andiamo al Mondiale: ci era già successo, non ci era mai riaccaduto subito dopo. Interroghiamoci, tutti, sugli aggettivi che a volte utilizziamo per tanti presunti protagonisti.
Paolo Marcacci
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