Il calcio di Allegri fa discutere. Il non rubare l’occhio è un marchio di fabbrica fin troppo lapalissiano della Juventus attuale. Ci si diverte poco a veder giocare i bianconeri, ciononostante è innegabile che tale mentalità stia portando effetti più che lodevoli dalle parti della Continassa. Un Vlahovic in più diventa essenziale in un contesto del genere.
La Vecchia Signora non perde ormai da tempo immemore. La striscia di risultati utili consecutivi strappa applausi, e poco importa se la bottiglia di champagne non esce mai dal frigo. Equilibrio, difesa vigile in modo capillare, reparti stretti e concretezza interpretata come un dogma incontrovertibile.
Certo, urgono in questi casi campioni dalla tecnica decisamente sopra la media. La Juve di oggi è lontana parente di quella stellare orchestrata dai vari Pirlo, Pogba, Vidal, Marchisio e Tevez. Quella squadra, con un certo Mandzukic relegato sovente a compiti di copertura, raggiunse ben due finali di Champions League. Allegri predica calma, con quella ‘C‘ aspirata tipica del parlare in salsa livornese, e piena consapevolezza di mezzi e limiti a disposizione.
Dall’Aglianese al Milan passando per Spal, Grosseto, Sassuolo e Cagliari, la mentalità non è mutata di un centimetro. L’estetismo può attendere. Il vecchio catenaccio non è un dramma. Nereo Rocco e il suo Milan vincente insegnano.
La quinta giornata di Serie A, ultima prima della sosta per le Nazionali, propone diversi…
Gennaro Gattuso fa un passo indietro e chiede scusa ai tifosi della Lazio: alla vigilia…
La presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, ha dichiarato che il tradizionale modello di…
Mentre la Commissione europea porta avanti il nuovo quadro finanziario pluriennale 2028-2034 — un bilancio…
Nei giorni scorsi tre uomini, tre imprenditori della tecnologia, tre CEO di aziende concorrenti nello…
Il Milan sta vivendo il primo vero momento complicato della sua stagione. Dopo il pareggio…