Messaggi televisivi martellanti e ripetitivi. Parole di paura ripetute ad oltranza. La narrativa della pandemia si è fondata su un linguaggio della paura tesa ad instillare tensione nei cittadini. Tale stadio di effervescenza collettiva basato su una narrazione catastrofista ha innescato sentimenti di ansia, malessere e ritiro dalla socialità. La dieta mediatica a base di terrore rischia però di avere gravi conseguenze sulla salute e sul corretto funzionamento dei nostri processi neuronali.
Come spiega con metodo e semplicità Giovanni Frajese i contenuti assorbiti dal nostro cervello possono condizionare in modo decisivo lo sviluppo del pensiero. Uno stato di tensione e paura continuativo può essere compromettente producendo un’eccessiva quantità di cortisolo. Tale processo conduce all’impossibilità, secondo il meccanismo delle onde celebrali, di raggiungere un livello di rilassatezza, le cosi dette onde Beta e Theta, in grado di favorire il recupero psico-fisico dell’individuo e il suo benessere. Per Frajese l’attuale sistema mediatico mainstream ha contribuito a creare un clima di tensione massimamente nocivo e in grado di penetrare in modo significativo nella sfera dei nostri pensieri.
L’intervento in diretta del prof. Frajese
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