Sport

Zaniolo, molti critici e pochi innocenti ▷ La Bacchettata del Prof. Marcacci

La meraviglia è nei confronti di chi, a Roma, si meraviglia. Non è questione di gol annullati – qui e non altrove, seppure le dinamiche appaiano simili, vedi Venezia – Napoli più di Inter – Milan – da una parte sì e da altre no; il focus della questione è oltre e al di là dei torti arbitrali: è culturale, nell’accezione che ognuno può e vuole dare al termine.

Nicolò Zaniolo è un target, un obiettivo quasi fosforescente, più che lampeggiante, per una geopolitica giornalistica e anche istituzionale, visto che il CT della Nazionale femminile di calcio può essere definito una figura che rappresenta le istituzioni, quantomeno a livello sportivo. La signora Bertolini peraltro non l’abbiamo sentita prendere parola in occasione di direttori di gara presi per le orecchie o di schiaffi dati da calciatori a dirigenti avversari.

Non risulta, ma soprattutto non risulta che in quei casi abbiano trovato interessante domandarglielo. Abbiamo visto e letto dell’arbitro Serra bullizzato da Rebic del Milan e poi in lacrime nello spogliatoio per il “misfatto” compiuto. Secondo chi scrive è molto più grave di un – Che cazzo fischi? – pronunciato a caldo, seppur reiteratamente. 

Sono tutte cose che a Roma abbiamo vissuto con Totti e che l’ex capitano romanista ha saputo prima rintuzzare e poi sublimare con la sua grandezza tecnica e con la sua autoironia. Con Zaniolo – senza che nessuno sospetti accostamenti indebiti è prematuri da ogni punto di vista – la dinamica è simile, ma dal punto di vista sociologico ancora più interessante e lampante: lui non è romano, ma ugualmente rappresenta la Roma, con una appartenenza quasi d’altri tempi, esibita con naturalezza. 

Premesso che chi consiglia in buona fede a un ventiduenne di gestire sempre meglio la sua tenuta comportamentale dice una cosa ovviamente saggia, prende corpo una sensazione, a livello nazionale, ossia che molti di quelli che si prununciano su di lui non siano “innocenti”, nel senso che il tempismo con cui commentano ogni suo cartellino giallo e la maniera in cui montano ogni volta un caso fa pensare una cosa: alla maggior parte di quelli che puntano il dito contro Zaniolo non interessa che cambi comportamento, ma che cambi maglia. 

PROF. PAOLO MARCACCI

Paolo Marcacci

Recent Posts

  • Featured

Woltemade contro il NEC: l’aura non c’è

È un nove, ma per la stazza perlomeno un diciotto; ha la maglia numero ventisette,…

8 ore ago
  • Attualità

Macklemore, il prezzo di un “free Palestine” e il caso Rai che nessuno racconta

"Gillette Stadium ha un impegno di lunga data nel garantire un ambiente accogliente per tutti…

12 ore ago
  • Blog

L’ultima verità sul successo di AfD che nessuno vuole sentire

Qualche ulteriore riflessione merita indubbiamente a nostro giudizio il successo di AfD, Alternative für Deutschland,…

16 ore ago
  • Video

Parlamento UE vieta l’ingresso all’ex portavoce di Zelensky: “Non mi fanno entrare perché parlo di pace”

Stando a quanto riferito dai parlamentari del gruppo ESN, ieri — nel giorno del discorso…

18 ore ago
  • Sport

“Tutti, ma non lui!” ▷ Juventus, i retroscena di De Bonis su Conte

Antonio Conte torna a far parlare di sé in orbita Juventus. Una suggestione che arriva…

19 ore ago
  • Sport

Debutto amaro in Europa: il Milan smentisce l’Amorim della vigilia contro il Benfica

Il Benfica entra nella storia e lo fa proprio a San Siro. Nella notte d'esordio…

1 giorno ago