Un ricorso è bastato per gettare nel caos un M5S già frastornato dagli scontri interni. La sentenza del tribunale di Napoli ha infatti decapitato il movimento mettendo in discussione la leadership già traballante di Giuseppe Conte.
Come spiega l’avvocato Lorenzo Borrè, legale dei militanti M5S che hanno presentato ricorso, il tribunale del capoluogo partenopeo ha sospeso le due delibere con cui il M5S ha modificato il suo statuto e permesso la nomina di Giuseppe Conte a presidente dei pentastellati. I provvedimenti sono stati sospesi in via cautelare per la sussistenza di “gravi vizi nel processo decisionale”.
Ora il M5S, già indebolito da faide interne, subisce un nuovo duro colpo alla colonna dorsale della sua struttura e apre una nuova fase conflittuale interna con un Luigi di Maio pronto a mettere alle strette l’ormai ex presidente Giuseppe Conte.
Ai microfoni di Stefano Molinari l’avv. Lorenzo Borrè
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