A margine dell’incontro con Vladimir Putin la scorsa settimana il presidente Emmanuel Macron aveva parlato di “finlandizzazione” dell’Ucraina per allentare le tensioni con Mosca: “E’ un’ipotesi”, aveva detto ai giornalisti. Ironia della sorte, la Finlandia – neutrale dalla fine della Seconda Guerra Mondiale – valuta l’ipotesi di entrare nella NATO. Proprio questo vuol dire “finlandizzazione”: uno stato di neutralità, per farla breve, la creazione di una sorta di Stato cuscinetto che impedisca tensioni lungo la cortina di ferro venuta a stringersi sempre di più negli ultimi 30 anni in cui molte nazioni dell’ex Unione Societica si sono caricate di basi americane.
“Specifichiamo che la guerra è un dramma“. A dirlo in diretta il segretario del Partito Comunista Italiano Marco Rizzo, in protesta domani a Roma contro il Governo per il green pass ma anche per il forte interventismo ravvisato nelle parole di Draghi sulla questione ucraina.
Interventismo che Rizzo ravvisa anche nei media italiani: “Se ci fate caso i generali italiani sono più prudenti dei giornalisti“, a intendere come sempre una comunicazione con l’elmetto che non esita a pretendere di servire sul piatto del pubblico buoni e cattivi a prescindere, senza spiegare come si sia arrivati a una tale tragedia, senza analizzare le cosiddette “cause remote”. Su questo Rizzo non ha dubbi, sulla sindrome da accerchiamento che attanaglia i russi e sulle drammatiche conseguenze c’è una responsabilità degli USA.
Ecco il suo intervento a ‘Lavori in Corso’.
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