Attualità

Siamo caduti nel baratro del neoliberismo: il voto per il Quirinale è stato il punto più vergognoso

Il neoliberismo diventa così una scienza totalizzante in grado di imporre la sua visione in ogni sfera umana, prima di tutto politica e sociale. Una tesi, il liberismo, creata soprattutto in capo all’economista austriaco Friedrich von Hayek diventa decenni più tardi la panacea di tutti i mali del secolo, prima di tutti la lotta allo statalismo visto come il diavolo in materia economica.

Emergono tutte le litanie tipiche della creazione, non già di una teoria scientifica, ma la sua elevazione a dogma di fede. I postulati dell’ideologia liberale sono sempre i soliti: assenza di vincoli, di ogni tipo, alla libera iniziativa economica. Tale assenza, o meglio la scomparsa dello Stato, trovano terreno fertile in un paese come l’Italia dove decenni di mal cultura politica hanno generato innumerevoli casi di concussione e corruzione.

Esiste una grande confusione. Vedo spesso sui social la rabbia della gente che incita a distruggere lo Stato perché è brutto e cattivo. In realtà queste persone ce l’hanno con i rappresentanti dello Stato. Prendiamo per esempio l’elezione del Presidente della Repubblica: è stato uno spettacolo vergognoso, indegno di una Repubblica parlamentare. È stato il punto più basso della rappresentanza politica italiana.

Da sette anni si sapeva di dover eleggere il Presidente della Repubblica, eppure le forze politiche non sono riuscite a trovare un italiano che potesse sostituirne un altro. In un posto come lo stato italiano, dove la classe e la cultura politica è di cosi infimo livello, è chiaro che le teorie del neoliberismo sullo Stato attecchiscono facilmente. Le persone pensano che togliendo lo stato di togliere la politica.

Se mai dovremmo chiedere di avere dei cittadini che fanno politica, in tanto è necessario che lo siano pro tempore e non come è successo con i rappresentanti di classe politica da decenni, ma soprattutto gli uomini politici non hanno ne arte ne parte e quindi sono politici di professione che non rappresentano il mondo dell’economia. Da qui il disastro e il baratro che è sotto gli occhi di tutti!

Malvezzi​ Quotidiani, pillole di economia umanistica con Valerio Malvezzi

Valerio Malvezzi

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