Quale destino per la nostra Nazionale? La truppa del CT Roberto Mancini, giovedì 24 marzo, ospiterà la Macedonia al Barbera di Palermo per il primo dei due spareggi validi per l’accesso ai prossimi Mondiali in Qatar.
Un crocevia a dir poco fondamentale, dopo il trionfo estivo negli Europei nella finale contro l’Inghilterra, per il futuro degli azzurri e dell’intero calcio dello stivale. Sì perché l’eventuale fallimento della missione internazionale andrebbe a macchiare ancora una volta la credibilità del nostro movimento pallonaro. La debacle dell’eliminazione ad opera della Svezia, in quella maledetta notte di San Siro, verrebbe nuovamente deturpata sportivamente dall’ennesima delusione.
In caso di successo contro i macedoni di Elmas Donnarumma e compagni dovranno sfidare, in trasferta, la vincente tra Portogallo e Turchia. Martedì 29 marzo si riscriverà la storia. L’auspicio, ovviamente, è quello di poter brindare alla qualificazione all’evento planetario per eccellenza. Perché due Mondiali consecutivi non si possono proprio saltare.
“D’altronde Immobile e Belotti sono le uniche due punte che al momento abbiamo per la Nazionale. Adesso Mancini sta cercando qualcosa nelle giovani leve. Purtroppo è un periodo complicato. Ai miei tempi c’era una abbondanza incredibile. Insieme a me c’erano Riva, Chinaglia, Pruzzo, Graziani e non solo. Adesso il CT cerca dei centravanti per il futuro. Abbiamo giovani interessanti come Scamacca del Sassuolo che vede bene la porta. A Balotelli, nel corso degli anni, sono state date tante opportunità e lui le ha sempre fallite sotto certi aspetti. Il mister spera che, con questa ennesima convocazione, l’ex Inter diventi finalmente un professionista a tutti gli effetti. Perché come caratteristiche e qualità, quando si comporta bene, non ci sono dubbi sulla sue doti tecniche“.
“Per la qualificazione ai prossimi Mondiali non è facile. Perché abbiamo vinto gli Europei meritamente, ma adesso abbiamo due grossi problemi con gli spareggi di cui uno in casa e un’altra eventualmente fuori. C’è un 50% di possibilità di andare in Qatar. Ero a San Siro quando l’Italia ha perso con la Svezia, ma anche lì furono commessi degli errori nella formazione e nei cambi in corso. Certo, non andare ai Mondiali per due volte consecutive sarebbe una sconfitta assoluta per il nostro calcio“.
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