Dal momento in cui il Green Pass è entrato a far parte delle nostre vita si sono levate voci critiche rispetto a una società che stringeva ancora le maglie del controllo. “Il capitalismo della sorveglianza”, come titolato da Shoshana Zuboff in un libro di grande successo, sembra aver compiuto un passo in avanti. In nome dell’emergenza infinita, sfruttando le condizioni favorevoli, il potere ha introdotto una tessera necessaria per accedere ai luoghi pubblici e svolgere qualsivoglia attività lavorativa e/o ricreativa.
Il lasciapassare tecnologico è fondato su un QR Code che, una volta scansionato, rivela le informazioni che certificano la vaccinazione, la guarigione, la negatività al Covid. Un meccanismo che a diversi osservatori ha subito ricordato il sistema di credito sociale attualmente sperimentato in Cina. In breve, si tratta di un programma nazionale adottato dal Governo per incentivare le buone azioni e disincentivare quelle cattive attraverso l’assegnazione e la riduzione di punti.
Il modello tecno-autoritario è stato raccontato da un recente documentario andato in onda nel 2020 in una puntata di “Petrolio” su Rai2. Alcuni spezzoni del contenuto sono stati mostrati in diretta da Fabio Duranti, con il commento dei professori Alessandro Meluzzi e Giovanni Frajese. Ecco l’intervento a Un Giorno Speciale, con Francesco Vergovich.
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