Prima dicevano con i vaccini, o meglio con gli “immunizzatori”, ne usciremo presto e bene. Poi hanno cominciato a correggere il tiro seguendo sempre la via del “siero salvavita”, implicando però anche la possibilità di contagiarsi tra inoculati. Adesso emerge un nuovo fronte, quello delle cure non alternative che arrivano sul mercato ma non sarebbero più convenienti delle attuali sostanze. Come testimonia questa breve carrellata di deviazioni, il mainstream non riesce proprio a uscire fuori dal seminato: vaccinare come metodo indispensabile per andare oltre il tunnel del Covid.
Ammettere, ad esempio, che i prodotti di Big Pharma messi in commercio oltre un anno fa possono essere considerati obsoleti (alla luce delle mutazioni rispetto all’originale ceppo di Wuhan) è escluso a priori dal potere. Anche quando gli effetti della variante Omicron mostrano un’efficacia irrisoria, una protezione che non fa da scudo contro il contagio. Così un farmaco è stato trasformato in dogma. E in quanto tale non è consentito dubitare. Un vero e proprio feticcio contestato dal professor Alessandro Meluzzi, in diretta insieme all’avvocato Mauro Sandri e Fabio Duranti. Queste le sue considerazioni a Un Giorno Speciale, con Francesco Vergovich.
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