Per chi ancora avesse dubbi su quale sia la squadra più forte, autorevole e completa d’Italia, l’Inter che ha affrontato il Liverpool nell’andata degli Ottavi di Champions League ha offerto una risposta completa e articolata, sia per quanto attiene alla qualità dei singoli che alla caratura del collettivo, inteso come organizzazione, compattezza, automatismi esaltati dai fondamentali dei vari Perisic, Dumfries, Brozovic in ordine sparso.
Il magnifico gol di Firmino – arrivato a infrangere una fase di partita intensissima da parte dei nerazzurri – e il raddoppio frustrante di Salah possono certamente sgretolare quasi del tutto i sogni di qualificazione ai quarti, ma non possono arrivare a stravolgere i giudizi di merito.
Non che già non si sapesse, ma una partita giocata alla pari contro una delle squadre più forti, nonché storicamente conoscitrice come poche altre della competizione, ribadisce il giudizio sulla qualità del lavoro di Simone Inzaghi sia come catalizzatore del gruppo che come guida capace di migliorare la resa di più di un protagonista.
In una serata dal risultato spiegabile con gli acuti di due grandissimi attaccanti che hanno sollevato il Liverpool da lunghe fasi di sofferenza, abbiamo per ampi tratti rivisto una squadra italiana giocare alla pari contro una delle regine d’Europa.
Paolo Marcacci
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