Tutte le attenzioni sono concentrate su Covid e Colle, mentre tutti gli altri grandi temi vengono depennati dall’agenda mediatica. E pazienza se da un momento all’altro potrebbe deflagrare una vera e propria bomba economica con il rischio che tutti vengano colti alla sprovvista. Del resto non c’è problema fino a quando le conseguenze di ciò che è stato trascurato non si manifestano agli occhi della gente.
Qualcosa di intangibile a livello finanziario sta destando la preoccupazione di un esperto come il professor Valerio Malvezzi. L’economista è convinto che esploderà “una bolla speculativa perché abbiamo gonfiato di liquidità i mercati e le banche centrali hanno inondato gli asset degli istituti”. Di bolle che scoppiano dalle parti del grande neocapitalismo ne sanno già qualcosa. Lo spettro di un cigno nero che possa addirittura sovrastare in termini di effetti quello del 2008 è reale.
Questo le scenario ipotizzato dal Prof. Malvezzi in diretta a Un Giorno Speciale, con Fabio Duranti e Francesco Vergovich.
“Quest’anno, entro qualche mese, potrebbe scoppiare una bolla finanziaria epocale molto più consistente rispetto a quella vissuta nel 2008-2009. Qui stiamo parlando di scelte in chiave internazionale delle banche centrali. Tutte le altre questioni discusse, e mi auguro vivamente di sbagliarmi, diventeranno di secondaria o terziaria importanza rispetto a quello che succederà in tempi relativamente brevi. Ci sarà una bolla speculativa perché abbiamo gonfiato di liquidità i mercati e le banche centrali hanno inondato gli asset degli istituti. Io in tal senso parlo sempre di economia umanistica perché continuare a pensare che l’economia capitalistica o finanziaria possa crescere in modo indefinito non è verosimile. Scoprirete che io avevo ragione e a quel punto qualcuno, forse, inizierà a farsi delle domande“.
“Quando ci sono delle bolle speculative di carattere mondiale che scoppiano quelli che ci perdono sono sempre i poveri e i piccoli. Se parliamo della piccola-media impresa italiana o delle famiglie italiane, quelle certamente potranno andare più in difficoltà rispetto ad Amazon. Il mondo delle grandi corporation è quello nel quale andremo a finire. Si tratta di un mondo digitale ed è un mondo che rifiutarsi di conoscere credo sia un’operazione da Don Chisciotte assolutamente priva di significato. Ieri parlavo con il direttore di una banca e lui mi diceva: ‘Invece di avere dei rating fatti con i semafori, servirebbe un rating delle persone’. Questo concetto dove la persona ha un rating sulla base dei valori deontologici sarebbe una totale inversione di marcia rispetto a quello di cui parlavo prima. Proprio perché io opero nel mondo degli affari dico che bisogna stare molto attenti e occorre recuperare una dimensione morale“.
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