Dybala ha finalmente trovato l’amico. Gol celebrato a braccia aperte e il sorriso sulle labbra. Tanta Juve come mai si era vista, quattro volte in rete e un’altra mezza dozzina di occasioni bloccate e deviate da Falcone. La Sampdoria è quella che è ma la Juventus aveva visto grigio anche con avversari di questo rango inferiore, squadra reattiva e presente, centrocampo più logico con Arthur e Locatelli, un po’ meno Rabiot e nulla come al solito da Kulusevski.
Il vantaggio iniziale di Cuadrado, che è il vero motore della squadra da tre anni, ha liberato la testa dei bianconeri, si è rivisto Danilo e Rugani è andato al gol dopo averci provato tre volte con sfortuna. L’unico tiro in porta della Doria ha portato il gol di Conti con la consueta distrazione di Alex Sandro ma questa non è una notizia.
L’ingresso di Dybala nell’ultima mezzora è stato accolto da una ovazione, si fa per dire, dei cinquemila scarsi presenti, il gol dell’argentino è stato facile facile ma furbesco su una palla recuperata abilmente da Locatelli, poi si è visto Aké ivoriano e francese che si presentato con una giocata che ha portato al rigore, poi trasformato da Morata.
Buone notizie per Allegri, in tribuna per squalifica antica, in vista della trasferta di Milano. A proposito, i famosi geni della Lega hanno messo assieme quattro partite in sette giorni sullo stesso prato di San Siro, lunedì scorso il Milan, domani l’Inter, sabato ancora l’Inter e domenica il Milan. Bei pirla si dice a Milano.
Tony Damascelli
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