Non scrivete “tachipirina e vigile attesa”, o i fact checkers andranno su tutte le furie. Che sia così effettivamente o che non lo sia.
Già perché entrando in un nuovo periodo di contagi e quarantene a gogo, gli italiani stanno – di nuovo – sperimentando il lassismo della sanità di territorio, quella che non è stata potenziata e che, anzi, ad oggi neppure si avvale dell’esperienza dei medici che hanno esercitato sin da marzo 2020 la terapia precoce a domicilio, quella su cui il sottosegretario Costa si è avvalso della facoltà di non rispondere in pubblica piazza. Le vecchie linee guida sono difatti state pressoché confermate dal Ministero della Salute lo scorso 20 Novembre: uno smacco all’esperienza sul campo di centinaia di dottori.
Così arrivano telefonate come quella di quest’ascoltatore: “Sono disabile al 100% e vivo da solo; sono in quarantena come da protocollo, abbandonato da chiunque, non si riesce a contattare o a parlare con nessuno e il mio medico che dovrebbe prendermi in carico è in ferie, sostituito da un medico che non è abilitato e non ha le credenziali per fare la richiesta del tampone a domicilio. Abbandonato e sequestrato dentro casa dalle istituzioni“.
Ascoltate la testimonianza da brividi ai microfoni del direttore Ilario Di Giovambattista e Stefano Raucci.
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