I sostenitori senza se e senza ma della Scienza (con la S maiuscola) sono soliti domandarsi cosa spinga una parte della popolazione a non scegliere la via dell’inoculazione. In questa retorica ricerca di una spiegazione plausibile la maggior parte delle colpe ricadono sui cosiddetti no vax, mentre l’alta parte della barricata viene considerata salvifica. Si considera la bontà delle aziende che hanno realizzato i prodotti in questione e poco spazio si concede al ricordo di antichi vizi e peccati.
Di scheletri nell’armadio da rispolverare su Big Pharma vi è un’ampia scelta. In passato le multinazionali del farmaco sono state oggetto di scandali e abusi – va ricordato – sempre sulla pelle delle persone. Se infatti queste industrie avessero davvero usato del denaro per vedersi autorizzare un farmaco o riuscire a fare approvare una medicina, le ricadute sarebbero piombate direttamente sui consumatori di tali sostanze. È il caso di una passata inchiesta del dipartimento di giustizia Usa: “Dalle industrie farmaceutiche mazzette a politici, funzionari e medici di tutto il mondo”.
Il caso risalente al 2010 era stato riportato anche in Italia sulle colonne de La Repubblica, con un articolo dal titolo: “Big Pharma, accuse di corruzione. ‘Pagano tangenti anche in Italia’”. Una vicenda dimenticata troppo presto e che, al contrario, dovrebbe essere ricordata da tutti alla luce dei tempi che corrono. Perché dovrebbe essere diverso rispetto a una decina di anni fa?
L’intervento in diretta di Fabio Duranti, con Francesco Vergovich a Un Giorno Speciale.
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