Analizziamo le incompatibilità che ci sono tra l’obbligo vaccinale, nello specifico di questo vaccino per il Covid 19, e la nostra Costituzione. Perché come scrive l’amico avvocato Francesco Carraro, oggi su ‘La Verità’: “Il vero freno vaccinale viene dalla Costituzione stessa. La consulta ha infatti sancito che non possono essere imposti trattamenti sanitari che presentano dei rischi. Neppure per la salvaguardia della collettività. Quindi la vera criticità di questo vaccino, che vedrebbe un eventuale obbligo fuori dai binari costituzionali, deriva dal fatto che invece di rischi ce ne siano e, al tempo stesso, potendo i vaccinati prendere il virus e trasmetterlo non porta quei reali benefici alla comunità tanto da giustificarne l’obbligo”.
Ovviamente non è che non ci siano stati dei benefici, nessuno nega dei risultati ottenuti in casi specifici e per alcune categorie, ma non al punto da giustificarne l’obbligo. Questo credo che il Governo l’abbia capito quindi non può che guardare quanto sta accadendo in Austria con l’invidia di chi vorrebbe ma non può.
La domanda è: fino a che punto si può esigere da un cittadino un contegno solidaristico a tutela del benessere della collettività? La risposta è semplice: tale sacrificio è ammissibile solo se esso non implica un correlato e serio rischio per la salute individuale.
A questo punto basterebbe guardare gli ultimi dati del nono rapporto sulla sorveglianza dei vaccini Covid 19, pubblicato il 26 settembre scorso scorso dall’AIFA, per capire che non è questo il caso. Questo vaccino non potrà essere reso obbligatorio rimanendo nel perimetro della nostra Costituzione perché si andrebbe a ledere quella dignità umana il cui aspetto è ampiamente menzionato nell’articolo 32 della Costituzione. Allora ribadiamolo con forza: lo stop all’obbligo vaccinale arriva dalla nostra Costituzione.
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