La narrazione del Covid-19 sui media mainstream segue – da ormai un anno e mezzo – uno schema spesso uguale a se stesso. Ospiti che parlano senza un contraddittorio, e nei rari casi in cui questo sia presente, lo è in numero di molto inferiore rispetto a chi, invece, segue idee opposte.
Così, non è raro vedere negli studi televisivi della rete pubblica e non, dibattiti non alla pari, in cui chi sostiene un’informazione diversa e “alternativa” rispetto a quella mainstream, è in netta minoranza e spesso viene attaccato ed è costretto a difendersi da accuse e invettive.
Questa situazione è ben visibile in tanti salotti tv, come quello che qualche settimana fa ha visto un acceso confronto tra Stramezzi, Pregliasco e Guido Rasi. Quest’ultimo, ex direttore dell’EMA e attualmente consulente del commissario Figliuolo, insisteva sul fatto che la Tachipirina, utilizzata su larga scala per curare i primi malati di Covid-19, fosse un antinfiammatorio: a smentirlo lo stesso Stramezzi. Alessandro Meluzzi e Fabio Duranti, a ‘Un Giorno Speciale’, ne hanno parlato così.
“Sapete questi quanti milioni di euro hanno preso da Draghi per la campagna Covid? I direttori dei giornali hanno preso soldi per 200 milioni di euro per propaganda. Solo per l’Italia la Pfizer mette a bilancio 8 miliardi di dollari. Io sono terrorizzato dai vaccinati se entro in un ristorante. Ho il terrore perché questi vaccinati, anche alla terza dose, sputacchiano virus ovunque. È pieno di vaccinati sintomatici ai quali non è stato ritirato il Green Pass”.
“C’è un nuovo ordine. Si arriva pubblicamente a dire che chi la pensa diversamente deve essere cancellato dalla televisione mainstream. Stramezzi ha fatto fare una figura di m***a a Pregliasco e Rasi. Rasi ha detto che la tachipirina è un antinfiammatorio, Stramezzi lo ha smentito. Rendiamoci conto: questo è un consulente di Figliuolo. Gli ha fatto fare una figura di m***a talmente grande che lo hanno costretto a dimettersi. Un regime si comporta così. Siete voi che inducete la gente ad avere dei dubbi. Siete voi i no vax. Noi le ca****e non le spariamo.
Qual è il principio di ciò che dice Meluzzi? Oggi, chi non si è vaccinato perché ha preferito aspettare e verificare, è costretto a farsi dei tamponi. Noi, che non abbiamo il famoso Green Pass da vaccino, siamo sicuri di non essere malati quando entriamo in un locale. Purtroppo, chi ha il Green Pass a 12 mesi, non è costretto a farsi tamponi, quindi è molto più probabile essere contagiati da persone vaccinate. Quelle di Meluzzi non sono frasi offensive ma dati di fatto”.
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