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Green pass, Vissani sbotta in diretta ▷ “È ricatto di Stato. Ho dovuto mandar via clienti inca***ti!”

Tutti utili, nessuno indispensabile. Se c’è un detto che non si addice alla ristorazione (specie quella gourmet), è quello appena riportato. Lì, in quelle cucine, tutti i dipendenti sono essenziali: Green pass o no. Ovviamente questo non ha impedito l’approvazione del decreto che dal 15 ottobre estende l’obbligo di lasciapassare al mondo del lavoro pubblico e privato, rendendo l’Italia un unicum a livello mondiale: una nazione che si è spinta tanto in là nelle misure di sicurezza da suscitare indignazione quando catene come NaturaSì decidono di pagare i tamponi ai propri dipendenti per garantire il diritto al lavoro sancito dal primo articolo della Costituzione.

Non solo, la beffa è stata doppia per chi, come i ristoratori, ha dovuto provvedere ad eseguire controlli sui propri clienti rischiando multe salatissime in caso di trasgressione. “Per questo ho dovuto mandar via una cliente“, racconta un furente Gianfranco Vissani ai nostri microfoni. Il celebre chef umbro ha demolito così, senza peli sulla lingua, le ultime decisioni dell’esecutivo.

Green pass? Questo è un grande ricatto dello Stato. Io non voglio fare il vaccino perché penso che potrebbe essere pericoloso, perché ci sono mille problemi. Lasciamo stare anche che è pericoloso o che non lo è: si deve andare a lavorare. Lo stato deve pagare i tamponi ai lavoratori perché non può ricattarli lasciandoli a casa e non dandogli i biglietti. Quello è un ricatto a livello governativo.
Io devo andare in una struttura pubblica con Green pass? Ma che ca**o state a fare? Doppio tampone, triplo tampone… è una vergogna quello che stanno facendo. Non devono fare ricatti, paghi i tamponi lo Stato!

Ieri ho dovuto cacciare una cliente perché senza Green pass, ovviamente si scaglia tutto sul ristoratore. Vedrete quello che succederà, siamo solo all’inizio. La responsabilità viene scaricata sul ristoratore che deve applicare questa norma.

Qui stiamo obbligando a non andare a lavorare perché sono no-vax? Ma perché parliamo in questo modo? Io innanzitutto sono un operaio, un medico, un professionista: devo fare il tampone pagato dallo Stato.
Ci sono in Italia 10 milioni di persone che non si sono vaccinate, lo Stato doveva imporre l’obbligo del vaccino e non lo ha fatto, perché anticostituzionale. Ma di cosa stiamo parlando?

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