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Roma, work in progress


Cominciamo, prima di cominciare, da quello che ha detto Mourinho riguardo a ciò che ancora si può sperare dalla fase finale del mercato: se ci sarà possibilità di migliorare la rosa, con specifico al pacchetto dei titolari, si proverà a farlo, in caso contrario si aspetteranno altre sessioni. Lo troviamo molto motivante per chi già veste la maglia giallorossa, inoltre traduce l’intenzione di onorare una progettualità a lungo termine.

Grande calore nel catino, gremito al cinquanta per cento come da disposizioni governative turche, del vecchio stadio “Senol Gunes”, oggi “Medical Park Arena”, ad alzare il coefficiente di difficoltà di un play off già abbastanza probante, parametrando l’impegno alla fase del torneo e al momento stagionale. Per di più ha le sue ragioni Bruno – chi si rivede – Peres quando dice che il vantaggio del Trabzonspor consiste nell’aver già disputato gare ufficiali sia in Conference che in campionato.
Al centro della difesa turca c’è l’ex Fiorentina Victor Hugo e i livelli di difficoltà espressi dal Trabzonspor sono tutt’altro che…miserabili. Passata la battuta, comincia la partita. Per usare un altro calembour, la Roma la trebisonda l’aveva persa prima di atterrarci, nel senso che contro il Porto (con Pepe massimo responsabile) e soprattutto contro il Betis per l’indisponente atteggiamento arbitrale, sono andati in scena picchi di tensione agonistica non certo consoni a degli impegni amichevoli.
Finalmente, al fischio dello sloveno Jug, inizia la stagione ufficiale della Roma.

La gara nella prima parte dice: possesso palla a vantaggio dei turchi, ma con poco costrutto; Roma concentrata e attendista nella fase di non possesso, con le linee serrate. Troppo poco? Sì, ma sarebbe preoccupante vedere ora la miglior versione possibile dei giallorossi. Alla fine di un primo tempo tutt’altro che memorabile, ci sentiamo di fare un discorso: non possiamo pretendere già di vedere tutto ciò che ci aspettiamo dal calcio di Mourinho; dobbiamo accontentarci di intravedere alcuni elementi fondanti del suo gioco e dell’utilizzo dei suoi giocatori. Due impressioni, per cominciare: Cristante ne giocherà parecchie, visto come catalizza la fase di costruzione dal basso: Shomurodov evidenzia efficacia nei movimenti e predisposizione al sacrificio. Non sarà titolare visto l’arrivo di Abraham? Vediamo. Altre impressioni: Pellegrini lezioso, non solo per il velleitario colpo di tacco; un Ibanez concentrato ed efficace.

Il vantaggio giallorosso nel secondo tempo arriva al momento giusto, con un gran recupero palla di Zaniolo, una rifinitura da par suo di Mkhitaryan, un tap in intelligente e angolato di Pellegrini. Pensi che la Roma si prenda la partita, a quel punto; invece è bravo a inserire i chili e i centimetri di Cornelius che pareggia subito di testa, sorprendendo Mancini. Roma sorpresa, per qualche minuto, poi di nuovo alla ricerca della rete che merita al minuto 81 Shomurodov, raccogliendo la ricaduta del rimpallo sulla traversa colpita da Mancini di testa. Alla fine la trebisonda la Roma la fa perdere agli altri. Il 19 agosto va già bene così. Anche perché su altri campi soffrono grandi squadre come il Tottenham. Zaniolo? Work in progress, crescente nei ritmi e ottimo nell’amministrazione di sé.

Paolo Marcacci

Paolo Marcacci

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