Attualità

Incendi, quando la lotta contro il fuoco è guerra agli interessi speculativi

Forse non abbiamo fatto tutto contro questi roghi che stanno distruggendo diverse zone d’Italia. Per un certo periodo gli incendi nel nostro paese erano diminuiti. Dopo i grandi roghi degli anni novanta e ottanta, si arrivava fino a 100mila ettari distrutti ogni stagione, siamo andati incontro ad un periodo in cui invece ce n’erano meno. Merito anche di aver trovato spesso qualcuno di questi criminali del fuoco e averli anche richiusi in galera.

Merito poi di alcuni provvedimenti di legge significativi, come il catasto delle aree incendiate. Cosa dice questo catasto? Che quando tu subisci un incendio nel territorio comunale lo devi censire perfettamente e devi ribadire che in quelle zone non sarà possibile mettere in piedi alcuna attività privata di speculazione o anche di lucro. Questo è importante perché se tu hai difeso una certa zona particolarmente importante e poi l’incendio la distrugge, ecco che cadono i presupposti di difendere quel territorio in quanto l’oggetto della protezione non c’è più.

Ribadire dunque che è come se ci fosse ancora può scoraggiare molto la gran parte degli incendi che, ricordiamo, sono tutti di origine dolosa.
Qualcuno è dovuto invece al caso, in certe condizioni in particolare. Ma quando vediamo più di un innesco contemporaneo lì è chiaro che c’è qualcuno che dà fuoco. Sarebbe il caso di abbandonare l’idea di chiamarli piromani, come fossero pazzerelli del fuoco. Questi sono criminali del fuoco al servizio e al soldo di interessi speculativi. Non c’è altro.

Poi è vero che nei grandi incendi dell’Amazzonia, anche del Nord Ovest del Canada e dell’Australia, le cose sono più complesse. Lì gli incendi partono qualche volta per cause naturali e sono impossibili da controllare. Non ci sono strade per arrivare ai fronti di fuoco, non ci sono nemmeno abitazioni e dunque si è meno portati a intervenire. Lì purtroppo l’incendio percorre tutta la sua strada fino a che non si esaurisce naturalmente. Sono danni enormi, ma nel caso dell’Australia si potrebbe intervenire forse un po’ di più. Nel caso del Canada è difficilissimo intervenire, mentre in Brasile è chiaro che si lascia bruciare proprio per una ragione specifica: si ricava infatti un grande interesse dai pezzi di foresta bruciata.

In ogni caso, siccome non siamo più al tempo della terra antica in cui gli incendi potevano avere addirittura una funzione salutare, è bene cercare di non farli innescare. Questo si fa prevenendoli tutto l’anno, non gridando all’emergenza e alla calamità nel momento del bisogno.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi

Mario Tozzi

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