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La Juventus di Allegri non ha identità: questa è la sconfitta di un gruppo

“La Juventus è un’ipotesi. La Juventus di Allegri non ha identità, non ha gioco, non ha più Cristiano Ronaldo che per tre anni ha nascosto le sue magagne”.

La Juventus è un’ipotesi. La Juventus di Allegri non ha identità, non ha gioco, non ha più Cristiano Ronaldo che per tre anni ha nascosto le sue magagne. Le colpe non erano di Sarri e nemmeno di Pirlo, le responsabilità sono dei calciatori e oggi dell’allenatore, Agnelli pensa ancora alla superlega ma dovrebbe occuparsi e preoccuparsi della mini Juventus, di una squadra che ha smarrito le caratteristiche che la portavano a rimediare partite complicate, con un colpo improvviso, con i gol, cento e uno per la cronaca, di Cristiano Ronaldo, mandando al macero come un povero pirla anche dalla stampa codarda che non ha individuato e non ha il coraggio di criticare il vero responsabile di questa deriva, dunque il presidente, dunque Agnelli Andrea che dopo aver perso la scommessa di Pirlo ha voluto insistere richiamando Allegri e addirittura affidandogli compiti superiori al dovuto.

La sconfitta con l’Empoli è una didascalia del nuovo credo di Allegri che non ha soltanto mandato in panchina Ronaldo ma ha voluto concedere il bis lasciando a riposo Morata e Locatelli, perché la Juventus è lui, il livornese unto dal signore presidente. La realtà è altra e si è vista clamorosa a Torino. Un punto in due partite, la Juventus non ha un futuro prossimo e ha un passato che non si può ripetere, Allegri torni a fare l’allenatore normale, la società porti a casa un attaccante vero dopo Kean, la crisi finanziaria si risolve con gli aumenti di capitale quella tecnica viene intossicata dagli errori dell’allenatore. Chi aveva previsto la crescita e maturazione di Dybala deve riflettere su quello che l’argentino ha offerto contro l’Empoli: una conclusione a rete in novanta minuti. Ovviamente verranno presentati alibi e giustificazioni ma la sconfitta non può essere mascherata da nessuna scusa, è la sconfitta di un allenatore, è la sconfitta di un gruppo presuntuoso. E l’Empoli ha vinto senza una sola ombra, semmai le ombre erano bianconere.

Tony Damascelli

Tony Damascelli

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