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Matteo Salvini in diretta ▷ “Ddl Zan? Non vorrei che qualcuno non avesse la minima intenzione di tutelare i diritti”

I due Mattei di nuovo insieme. O meglio, di nuovo dalle vedute simili, stavolta per quanto riguarda il discusso Ddl Zan che sta per vivere le ore decisive della sua dibattuta notorietà. E’ scontro aperto nel ramo di sinistra di Palazzo Chigi dopo la ritirata di Italia Viva sul testo del disegno di legge, che secondo quanto dichiarato da Matteo Renzi, così com’è scritto rischia di non passare al Senato: una posizione contestata dal PD e da diversi esponenti del Movimento 5 Stelle, nonché rispedita al mittente con forza dallo stesso Alessandro Zan da cui nasce la proposta. Questo soprattutto perché a detta dei contestatori, le posizioni italovive si fanno più vicine al lodo di centrodestra, che invece è per l’aggravamento delle pene per chi discrimina con annessa cancellazione di alcuni dei dieci articoli del DDL Zan.

Ce ne ha parlato in diretta il segretario della Lega Matteo Salvini, facendo riferimento in particolare a tre articoli del disegno di legge, tolti i quali “la legge verrebbe approvata in due minuti“, come probabilmente si dirà domani nella riunione tra i Capigruppo.
Il leader del Carroccio si riferisce ovviamente ai punti su cui più si è dibattuto sin dall’inizio e che hanno suscitato le maggiori perplessità sulla legge contro l’omotransfobia, vale a dire i tre articoli che riguardano scuola, libertà d’opinione e l’istituzione della cosiddetta «Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia» : punti che, secondo Salvini, rendono la battaglia dei Dem una causa prettamente ideologica.

Ecco il suo intervento ai microfoni di Stefano Molinari e Luigia Luciani

Quello che non va nella legge Zan nella sua parte ideologica, che non è contestata solo da Salvini su Radio Radio ma dal Santo Padre, da associazioni di femministe, di gay, di lesbiche, da costituzionalisti, è l’ideologia che prevede reati di opinione e carcere per chi ha una certa idea di famiglia, che non pretendo sia quella giusta ma che deve avere la libertà di confrontarsi con altri. C’è chi ritiene che la mamma sia la mamma, che il papà sia il papà e che l’utero in affitto sia una pratica barbara: ebbene, c’è un articolo di questa legge Zan che mette a rischio questa libertà di opinione.

L’altro passaggio criticato e criticabile riguarda le scuole e i bimbi fin dalle elementari, con degli insegnamenti – qualcuno dice degli indottrinamenti – che a 6-7 anni sono sicuramente prematuri e che spettano alla mamma e al papà, perché qualcuno vorrebbe negare che il maschietto sia il maschietto e la femminuccia sia la femminuccia e che decidi cosa sei da grande. Poi alcune fiabe non vanno bene, alcuni cartoni animati non vanno bene, alcuni giochi non vanno bene e altre amenità di questo genere.

Gli articoli ideologici contestati sono 3: l’1, il 4 e il 7. Tolti questi la legge si approva in due minuti e si aumentano le pene per i criminali che discriminano, che abusano, che aggrediscono fisicamente o verbalmente.
Non vorrei che qualcuno non avesse la benché minima intenzione di difendere il diritto alla vita, alla libertà, all’amore di gay, lesbiche, o trans, ma volesse farne solo una battaglia ideologica. I casi sono due: o domani ci si mette d’accordo e si tolgono quei punti che, ripeto, perfino la Santa Sede (di solito molto prudente) dice essere contestabili e si approvano queste pene severe nei confronti di chi discrimina; oppure se Letta si ostina a non voler ascoltare niente e nessuno e parla dell’Ungheria, e parla dei marziani, e parla di cose che non c’entrano niente con l’Italia e gli italiani, rischia di vederla affossata. Tutta la legge, non tre articoli. Tutti e dieci
“.

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