Il suo Europeo è finito qua, certamente suo malgrado o, se preferite, nonostante le sue prestazioni. Eppure, ha fatto in tempo a lasciare il segno, non soltanto per la gara di ieri contro l’Ucraina.
Parliamo di Emil Forsberg, uno che ha movenze e intuito, oltre che pregio tecnico, da numero dieci nato. Uno a cui nessuno ha mai dovuto insegnare il concetto di “ultimo passaggio” tanto per capirci, perché lo ha innato, più che nel bagaglio tecnico bisognerebbe rovistare in quello istintivo, per capirci.
Ventinove anni, un fisico poco svedese, se vogliamo, con 78 chilogrammi distribuiti 1,79 di statura. Una propensione naturale alla giocata, ma mai fine a se stessa. Peccato, davvero, che abbia salutato ieri.
Paolo Marcacci
Il 15 giugno 2026, il primo ministro britannico Keir Starmer si presenta davanti alle telecamere…
Tornano in commissione, le opposizioni, dopo l'annuncio di un'astensione dai lavori — e tornano con…
Cristiano Ronaldo ancora al centro della scena. Ma questa volta non per un gol, un…
LA REAZIONE DI ZIDANE - La sfida tra Argentina e Algeria ai Mondiali verrà ricordata…
Il 12 giugno l'ufficio del Direttore dell'Intelligence Nazionale degli Stati Uniti ha pubblicato documenti declassificati che confermano…