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RANUCCI FA TREMARE IL CALCIO ▷ “Documento inedito rivela 2 miliardi di euro di transazioni illecite”

Un nuovo scandalo rischia di colpire duramente il mondo del calcio. A far brillare l’ennesima miccia, dopo i processi sul doping ai giocatori, Calciopoli e calcioscommesse, questa volta potrebbero essere i procuratori. Una categoria da tempo nel mirino per potere assunto e scarsa trasparenza, professionisti del calciomercato che si stagliano nel bel mezzo tra i giocatori in campo e le società nei palazzi.

Nonostante la crisi da Covid e la conseguente riduzione di incassi per più o meno tutti i club, gli intermediari del pallone non hanno mai smesso di incassare. E non sempre sarebbe stato fatto in modo regolare. Alcune cifre le ha fornite in diretta il conduttore di Report Sigfrido Ranucci, che questa sera su Rai3 andrà in onda con un’inchiesta sui “padroni del calcio”.

Intervenuto ai microfoni di Francesco Vergovich, Ranucci ha svelato un documento inedito nel quale “si parla di due miliardi di euro di transazioni illecite”. Mentre per quanto riguarda le somme incassate dai procuratori il giornalista ha rivelato che “anche in un momento di magra, di Covid, sono riusciti a incassare in commissioni la bellezza di 150 milioni di euro. In più c’è la parte che gli viene riconosciuta dai calciatori. Quindi parliamo di circa 300 milioni di euro“.

Ecco l’intervento di Sigfrido Ranucci a Un Giorno Speciale.

Procuratori: transizioni illecite e società fittizie

“Parleremo del mondo dei procuratori. Intanto siamo riusciti ad avere un documento inedito: uno studio commissionato dall’Uefa che non è stato mai pubblicato perché probabilmente imbarazza il mondo del calcio. Dentro si parla di due miliardi di euro di transazioni illecite. La maggior parte provengono dai trasferimenti dei calciatori, dall’evasione fiscale, dalle commissioni e dalla gestione dei calciatori.

Poi si parla di sedi e società fittizie. Noi siamo andati a Malta, dove c’è la sede di uno dei più importanti procuratori al mondo Mino Raiola. È una sede vera? Abbiamo il sospetto di no, perché intanto non si ricordavano chi fosse. Se tu hai un cliente che fattura 84 milioni come non lo ricordi? Ci fa pensare che sia una sede fittizia, che è un problema se lui non ha una società italiana. Quando si tratta di trasferimenti da società italiane, lui dovrebbe avere una società italiana con partita Iva e versare normalmente le tasse in Italia. Lo fa?

Anche Pastorello ha una sede a Malta. Lui dice ‘guardate che è una società con la quale facciamo solo tutela dei diritti di immagine’. Ma c’è un’anomalia: laddove lui comunica alla Federcalcio di avere la sede in quel posto, lì quella sede non c’è. Esiste un’altra società che avvia altre aziende e avvia anche fiduciarie.

Poi abbiamo raccolto testimonianze di procuratori che vengono picchiati perché cercano di entrare in contatto con altri calciatori. E questa è una spia ben precisa della criminalità organizzata all’interno del calcio”.

Dentro i bilanci di Juve, Inter, Milan, Genoa

“Parleremo di Milan, Genoa, Juventus, Inter. Parleremo del meccanismo delle plusvalenze, che negli ultimi bilanci sono state 800 milioni su un fatturato di 3.4 miliardi. Quando io squadra indebitata cedo un giocatore lo cedo a un valore più grande del valore esiguo contabile. Metto subito a bilancio la cessione, ma siccome non ci stanno soldi in cambio mi danno spesso l’equivalente in giocatori gonfiando anche loro. Gli unici che continuano a prendere soldi sono i procuratori, gli agenti. Anche in un momento di magra, di Covid, sono riusciti a incassare in commissioni la bellezza di 150 milioni di euro. In più c’è la parte che gli viene riconosciuta dai calciatori. Quindi parliamo di circa 300 milioni di euro. E poi l’altra cosa anomala è che nonostante noi siamo tra i più indebitati nel mondo del calcio, l’Italia è la seconda nazione per commissioni pagate ai mediatori”.

Tare, spunta un’informativa della Guardia di Finanza

“Ma la cosa che non mancherà di far discutere è un’informativa della Guardia di Finanza, fino ad oggi rimasta segreta, che riguarderebbe un coinvolgimento di Tare, direttore sportivo della Lazio. Non è indagato: lo diciamo chiaramente. Ma secondo la Guardia di Finanza insieme al fratello sarebbe titolare occulto di una rete di agenzie di scommesse in Albania con 400 sportelli.

Come si è arrivati a questa storia? Nel 2015 i clan della Sacra Corona Unita, della Ndrangheta e della Mafia catanese dei Santapaola decidono di entrare nel business delle scommesse e di comprare la società Top Bast che è in Albania. Bene, che cosa fanno? Con chi trattano? In base alle mail che ha intercettato la Guardia di Finanza trattano con il fratello di Tare, che è anche console albanese in Turchia. Il fratello di Tare offre la possibilità di entrare in questa società o acquistandola al 50% o sfruttando una concessione governativa e costruire nuove agenzie.

La cosa più inquietante è che ne sarebbe consapevole anche la Federcalcio. Mostreremo un documento in sui si evince che questa comunicazione della Guardia di Finanza è stata inviata alla Federcalcio nel 2018. Ad oggi non risulta che nessuno abbia chiesto conto a Tare di questa vicenda. Se fosse vera e fosse stata confermata renderebbe assolutamente incompatibile il suo ruolo di direttore sportivo. Non puoi essere direttore sportivo di una squadra e titolare occulto di agenzie che scommettono magari sul calcio e magari sulla stessa Lazio.

Abbiamo sentito Tare, lui smentisce ogni coinvolgimento. Ovviamente fino a prova contraria noi gli crediamo. La cosa più imbarazzante è che nessuno ha continuato a capire se questo fatto è vero. Immagino che se c’è stato un po’ più di attrito negli ultimi tempi tra la dirigenza della Lazio e il direttore sportivo Tare ha anche una matrice in questa vicenda”.

“Omertà nel calcio sfiora quella mafiosa”

“Noi oggi dovremmo avere una maggiore trasparenza nel mondo del calcio perché c’è una grandissima omertà che sfiora quella mafiosa.

Potremmo aprire veramente un percorso virtuoso se si rendessero trasparenti le fatturazioni delle commissioni. A me interessa capire chi fattura e da dove fattura. Perché se tu fatturi da Dubai o da Malta, ma la tua operazione è stata fatta in Italia, tu mi hai sottratto tasse. Significa che mi hai sottratto mascherine, sale di terapia intensiva, ossigeno, sanità, assistenza sociale, informazione e formazione”.

Un Giorno Speciale

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