“All’85% il coronavirus diffuso per sbaglio da un laboratorio di Wuhan”: così titolava qualche giorno addietro il Corriere della Sera, organo ufficiale dei professionisti dell’informazione.
Mi siano concesse due considerazioni soltanto. In primo luogo, quella che fino a ieri era considerata e trattata come una spregevole fake news, ora diventa la tesi prevalente, di fatto trasformando in fake news l’insindacabile verità di ieri. Come “l’eppur si muove” di Galileo, anche la pista del laboratorio viene ora accreditata, dopo essere stata combattuta in ogni modo. Siete davvero sicuri che la lotta contro le fake news sia feconda? E, soprattutto, la lotta contro le fake news è una prassi scientifica o è invece una prassi propria dell’Inquisizione religiosa? Per inciso, quando il sottoscritto sostenne la tesi del laboratorio già nel febbraio e nel marzo del 2020, venne schernito, silenziato e suoi video furono anche censurati.
Vengo ora alla seconda considerazione. Ammessa come prevalente la tesi del laboratorio, il primo passaggio è quello di dire (come già stanno facendo) che si tratta di una fuga per errore. Vedrete che non ci si fermerà a questo livello. Vedrete che più o meno rapidamente si andrà oltre. E si ammetterà apertamente la possibilità di un virus bioingegnerizzato intenzionalmente, con specifici obiettivi.
A tal riguardo, ragionando intorno agli obiettivi possibili, due mi paiono le tesi degne di essere prese in considerazione.
La prima tesi è di ordine geopolitico: come già sostenni nel 2020, il Covid giova a un ulteriore raffreddamento dei rapporti tra Stati Uniti e Cina. In particolare viene utilizzato dalla propaganda a stelle e strisce per delegittimare sotto ogni profilo la Cina. Di più, per scatenarle contro la condanna del mondo intero. Dove ciò potrà condurre non è facile dire. Non è comunque da escludere che l’esito ultimo possa essere anche uno scontro bellico diretto tra le due superpotenze.
La seconda pista, che non esclude la prima, è la seguente: la creazione in vitro del virus può essere stata intenzionalmente escogitata in vista di quella riorganizzazione integrale e autoritaria dell’economia, della società, della politica che sfocia nel “new normal”.
Insomma, che si tratti di una fuga dal laboratorio, di un’intenzionale creazione da laboratorio o ancora di un salto di specie dal pipistrello, in ogni caso l’emergenza epidemiologica ha svolto e continua a svolgere il ruolo fondamentale di metodo di Governo.
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