Si sono sprecati i titoli sul Covid in india in questi ultimi giorni: “India, catastrofe Covid: strade trasformate in forni crematori a cielo aperto, record di morti”, “Covid, India al collasso. Ancora 300mila contagi al giorno e corpi cremati in strada”, “India, troppi morti per Covid: le cremazioni vengono fatte nel parcheggio”.
A leggere i giornali si potrebbe pensare che in India si stia consumando un dramma degno del più epico dei film apocalittici. Ma cosa accade se con una semplice equazione si confronta quello che sta succedendo in India con quello che è successo in Europa o in Italia? Che semplicemente è l’opposto di quanto vi stanno raccontando.
Ecco una vignetta che esplica molto bene il gioco di numeri su cui si basano i titoli dei giornali, con il commento di Fabio Duranti e Francesco Vergovich.
“C’è una vignetta molto interessante: Europa contro India. Nei giorni scorsi si è parlato dell’olocausto indiano, in questa vignetta si vede la differenza tra Europa e india. In Europa ci sono 748 milioni di persone e abbiamo oltre un milione di morti, con l’Italia leader. L’India con un miliardo e trecento milioni di persone ha duecentotrentamila morti.
Noi abbiamo vissuto molto di peggio, i loro tremila o quattromila morti al giorno non sono niente in confronto ai nostri mille morti al giorno. Dove è l’olocausto? L’olocausto è qua, non là. Quindi la narrazione che ci ha fatto percepire l’olocausto indiano è una follia generale. Di cosa stiamo parlando?”.
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