Tre gol contro il Genoa, un primo tempo esemplare, una ripresa da corazzata Potemkin, la Juventus fa quello che doveva giocando due partite diverse, se non opposte, trovando il doppio vantaggio a conforto di tre quarti d’ora totali ma riuscendo anche ad entrare nel consueto stato d’ansia dopo aver buscato il gol di Scamacca.
Soliti esperimenti del piccolo chimico Pirlo che, nella seconda parte dell’incontro ha tolto di mezzo tutti gli esterni, Cuadrado, Kulusevski e Chiesa non si sa bene in base a quale criterio tattico, anche perché il Genoa era ridotto in dieci, per l’infortunio di Zappacosta, dopo che Ballardini aveva completato i cambi.
Non ha segnato Ronaldo che le ha provate da ogni dove, impalpabile Morata nonostante il gol, Dybala ha avuto i suoi quindici minuti alla Andy Warhol ma senza gloria, denunciando un ritardo di condizione che lascia perplessi, il resto è stato di ordinario football.
Finale stupido di Ronaldo che ha buttato via la maglia non avendo potuto celebrare il gol. Merita una multa, ma di quelle serie. La maglia della Juventus non è un oggetto da bancarella portoghese.
Tony Damascelli
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