L’Istituto Mario Negri sta per pubblicare i risultati di uno studio scientifico che dimostra come intervenire da casa nelle fasi precoci del Covid e curarlo così come si curano le comuni infezioni alle altre vie respiratorie favorisce un crollo dei ricoveri ospedalieri, provoca minori complicazioni, favorisce una guarigione più veloce e, da un punto di vista economico, porta anche un ingente risparmio.
Per far sì che tutto ciò avvenga però le terapie devono essere avviate fin dai primi sintomi, utilizzando gli antinfiammatori e riducendo l’uso della tachipirina. Come spiegano gli studiosi infatti la tachipirina abbassa la febbre, ma non interviene sui meccanismi infiammatori e immunologici.
Sapete invece cosa recita il mantra della terapia finora suggerita? Vigile attesa e tachipirina. Ciò significa in molti casi agire in ritardo.
Ritenete possibile una cosa del genere? Questi ricoveri li vogliono davvero ridurre o c’è sempre una fetta di interessi economici legati anche al numero di persone che finiscono per affrontare il Covid in ospedale?
Se si vuole davvero ridurre allora si parta subito con le terapie domiciliari. Si istituisca subito un protocollo nazionale per la gestione domiciliare dei malati Covid.
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