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Attualità

Brasile peggior paese per Covid: analizziamo il perché

Il Governo brasiliano ha affermato che il lockdown, il confinamento, non serve, che la mascherina non serve e che nemmeno il vaccino serve. Così il Brasile è diventato il paese patria peggiore della pandemia Covid-19 in questo momento. Purtroppo questa strategia è stata usata da molti altri, e soprattutto nei paesi in cui la situazione è precipitata come negli Stati Uniti di Trump e almeno inizialmente nell’Inghilterra di Johnson, e altri paesi ancora.

Tutti questi hanno dovuto fare marcia indietro, e sarà costretta a farla anche Jair Bolsonaro, che noi non vediamo l’ora venga travolto da un’ondata di indignazione popolare per questo neo-nazista che ha assunto il potere in una delle più grandi nazioni del mondo semplicemente per svendere i beni naturali che i brasiliani hanno e che, però, sono di tutta l’umanità a cominciare dalla foresta tropicale.

Purtroppo non si riesce ancora ad utilizzare il metodo scientifico quando si parla di questa pandemia. Rivediamo chiaro in mente, come se fosse oggi, un sedicente professore che affermava che il virus sarebbe morto con il caldo. Lo faceva già nel maggio-giugno del 2020, lo sta di nuovo affermando ora, quando è chiarissimo che il virus è più pimpante che mai, che la variante inglese lo è ancora di più, e che le altre varianti pure.

Dunque al virus il caldo non fa né caldo né freddo. Quello che fa veramente qualcosa è vivere all’aperto, avere meno complicazioni respiratorie, e dunque complessivamente stare meglio e subire meno contagi e meno ricoveri in terapia intensiva e avere meno morti. Questo dunque fa la differenza. Ma non si riesce a far ragionare nemmeno gli epidemiologi nel campo dell’etologia e dell’evoluzione, che sono i due parametri che dobbiamo usare quando vogliamo descrivere la pandemia da un punto di vista biologico, non medico-sanitario.

Ma il virus sono alla fine viventi, almeno quando si infilano in una cellula. Si può discutere molto se lo siano anche quando non stanno ficcati dentro una cellula, ma quando entrano in una cellula e prendono il comando a quel punto non definirli viventi sarebbe un insulto al resto dei viventi. Hanno regole precise e vengono studiati, perché ci sono metodi e c’è una scienza per studiarli, non l’improvvisazione di chi ogni tanto si alza per dire qualche cosa.

Purtroppo di questa improvvisazione arruffata pagano poi un prezzo altissimo soprattutto le persone più povere. Questa più che una pandemia e una sindemia, cioè colpisce proprio gli strati più disagiati della popolazione. Il caso del Brasile è forse l’esempio più lampante.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi

Mario Tozzi

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