In molti sono verosimilmente troppo assorbiti dalla fine dell’epoca di Arcuri per domandarsi chi sia veramente il suo sostituto: il generale Francesco Paolo Figliuolo, nominato da Mario Draghi nuovo commissario per l’emergenza Covid. Domandiamoci allora seriamente chi sia il generale Francesco Paolo Figliuolo.
Intanto non deve passare inosservato che si tratta di una personalità dell’esercito. E’ un uomo dell’esercito, di più un generale. Una prima domanda dunque deve essere: perché mai per contenere un’emergenza, che ci dicono ormai da un anno essere epidemiologica, è stato nominato un generale dell’esercito? E non ad esempio un medico, un infettivologo, un virologo.
Da subito in effetti si è ripetuto che quella contro il covid-19 è una guerra contro il nemico invisibile. Da tempo noi, per parte nostra, abbiamo sostenuto che sta subentrando nel Paese un ordine militarizzato con coprifuoco e bollettini di guerra, con misure proprie di una guerra e dispiegamento dell’esercito per le strade. Insomma, chi parlava di preoccupante militarizzazione del Paese e di deriva autoritaria, sarà da oggi meno confutabile.
Non può non fare un certo effetto. Perché dunque un uomo dell’esercito per gestire l’emergenza sanitaria? Per favorire forse le operazioni di vaccinazione di massa. O forse per reprimere eventuali moti di protesta da parte di una popolazione sempre più stremata dalle misure repressive. Insomma, qual è il nemico reale contro cui l’esercito è stato messo in campo?
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