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Attualità

Israele e Inghilterra pronti a riaprire, ma attenzione pensare che sia tutto finito

Forse la produzione di questi vaccini contro Covid-19 corrisponde alla più grande scoperta scientifica degli ultimi decenni, per via del numeri di ricercatori che sono stati coinvolti, e anche per via del fatto che in pochissimo tempo si è messo in piedi un sistema contro una malattia devastante.
Ma sembra che non molti siano propensi a riconoscere questo primato della scienza. Anzi si crogiolano nel fatto che le agenzie indipendenti per il controllo sui farmaci abbiano bloccato uno di questi vaccini e poi dopo ne abbiano permesso di nuovo la circolazione.

In realtà casi avversi ci possono essere, lo abbiamo visto già in passato e lo vediamo con tanti medicinali.
Però il vantaggio è talmente grande e i casi son talmente pochi, che non ci dovrebbe essere neppure una discussione – neanche minima – sul fatto dei vaccini. Ma soprattutto ci dovrebbe dare idea di cosa significhi dal punto di vista dell’uscita dalla pandemia quanto sta accadendo in Israele e in Inghilterra, che sono due paesi che hanno vaccinato oggettivamente di più a tamburo battente. Questo sta portando quei paesi verso la riapertura, che però non sarà rapida e immediata.

L’Inghilterra riaprirà le sue attività in toto il 21 di giugno. Così pure avverrà con Israele che, anche se un po’ prima perché sta finendo prima, le riaprirà gradualmente. Cioè non bisogna pensare che, una volta vaccinata la gran parte della popolazione, noi siamo fuori da questa pandemia. Perché, prima di tutti, ne saremo fuori quando tutti i paesi ne saranno fuori e quando i contagi potranno essere sotto controllo. Poi perché all’interno delle nostre sperimentazioni sul vaccino stiamo vedendo quello che succede nel tempo, a proposito delle varianti.

Una di queste varianti di Sars Cov 2 sembra particolarmente poco sensibile al vaccino. Dunque, in questo caso, bisognerà riattrezzarsi. Il pregio di questi vaccini, per fortuna, è quello di essere molto facilmente riproducibili e modulabili. Quindi, come succede già per il vaccino sull’influenza, se ne potranno fare di nuovi in poco tempo. Diciamo che in 60 giorni ci si può attrezzare contro una variante. Ecco, se di fronte a tutto questo per coloro che pensano che i vaccini siano l’esito di un grande complotto di Big Pharma, prima per costruire dal nulla artificialmente un virus contagioso e poi curarlo con i vaccini, naturalmente non c’è niente da fare.

Non si riuscirà mai a dissuaderli che tutti i medici, gli infermieri, i paramedici che si sono vaccinati in realtà hanno torto e lo fanno per poi suicidarsi in massa in una grande immersione in un contagio collettivo. Il vaccino funziona, ha veramente pochi e limitati effetti collaterali, ed è dunque giusto utilizzarlo. Anche se per uscire dalla pandemia non basta soltanto quello.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi

Mario Tozzi

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