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Attualità

Gli insulti social alle donne vanno sempre condannati: dalla Meloni alla Segre il concetto non cambia

Colpisce un po’ l’indignazione di alcuni personaggi dell’informazione, anche politici, per quello che è accaduto a Giorgia Meloni, perché questo tipo di insulti, questo tipo di obiettivo condotto e perseguito in maniera sessista, non è che la regola nel mondo dei social. Capita tutti i giorni.
Mi scandalizzo molto che capiti a Giorgia Meloni, come mi sono scandalizzato tutte le volte che è capitato anche ad altre donne. Purtroppo però questa voce, la mia e quella di altri, non basta a farla finita con questo odio.

Sui social è facile odiare. Si tratta di persone che quasi sempre non hanno un nome ed un cognome, e che pure se ce l’hanno pensano di rimanere impuniti per il fatto che nessuno si mette a perseguire un reato di questo tipo.
Questo invece bisognerebbe fare. A cominciare da quelli che hanno scritto sulla Senatrice Segre, che sono state cose addirittura più turpi di quelle scritte a proposito di Giorgia Meloni. Per non dire di quello che è stato scritto all’ex Ministro Azzolina, figuriamoci e per non dire di quello che si scrive tutti i giorni a Selvaggia Lucarelli.

Per non dire poi di quello che si scriveva in passato a tante altre donne, per esempio alla signora Boldrini. Tutto questo o viene contestato e criticato sempre e vale per tutte e tutti, oppure è inutile fare coloro che cadono dal pero scandalizzandosi di una cosa che è pratica comune. Pensa che oggi si scandalizzano anche certi giornali che hanno fatto di questo tipo di odio e insulto la loro grammatica. Ne ricordo uno in particolare – oggi molto scandalizzato – che scriveva contro Greta Thunberg arrivando addirittura a coniare il termine ‘Gretini’ per coloro che sono in qualche misura suoi followers.

Quindi o condanniamo questo tutto insieme, e ci ripromettiamo di non utilizzarlo e non lo facciamo (e io non lo faccio sui social che sono obbligato a frequentare) oppure non è molto chiara la voce che si sente. Si rischia sempre che sia una voce dettata da convenienze e non dall’aver aderito a un modello di comunicazione che non prevede l’insulto sistematico, come invece sui social è quasi la regola.

GeoMario, cose di questo mondo – Con Mario Tozzi

Mario Tozzi

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