A margine di Atalanta – Lazio di ieri pomeriggio si possono fare tanti commenti ed eccepire su una serie di episodi e situazioni di gioco. Così come è possibile individuare delle attenuanti per i bergamaschi, in questo periodo, per quanto attiene alla concentrazione di impegni importanti, a cominciare dalla Coppa Italia, con la relativa e necessaria rotazione di uomini importanti, per il dosaggio delle risorse.
Premesso questo, ancora una volta, come ogni volta, Giampiero Gasperini si esibisce nel suo numero preferito: il mancato riconoscimento dei meriti dell’avversario. Se c’è stato, nella gara di ieri, un dato incontrovertibile a livello di contenuti nella gara del Gewiss Stadium, questo è consistito nel dominio di Milinković-Savić e compagni. Eppure, il tecnico orobico è riuscito nell’artificio dialettico di aggirare l’ammissione di inferiorità dei suoi, per esibire un tono a metà tra risentito e provocatorio nel ricordare i precedenti contro i biancocelesti.
Tra l’altro, lo ha fatto nel giorno in cui oltre alla sconfitta ha incassato una perentoria lezione di gioco da Simone Inzaghi. Quindi anche improvvido, oltre che sgradevole.
Paolo Marcacci
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