Ieri ragionavo sul fatto che tutti quelli che mi spiegano che la crisi è dovuta al cigno nero, al Covid e via discorrendo… Non la raccontano giusta. Probabilmente si prendono troppo sul serio, almeno in parte. In altra parte, più preponderante, non accettano l’idea di considerare l’economia un’ancella della filosofia e di dibattere di epistemologia. Coinvolgendo nel dibattito, a monte delle scelte, tutti coloro che sono portatori di un’idea di giustizia, compresi coloro che discutono di morale.
Quello che sto dicendo è che il grave problema di oggi è che tutto il mondo politico si è accartocciato a parlare di finanza. Molti non hanno mai visto un’azienda, anche gli economisti hanno studiato sui libri all’università ma pochissimi sanno come funziona un’azienda, non hanno mai lavorato in una piccola impresa quindi non capiscono i problemi pratici dei piccoli imprenditori e dei liberi professionisti. E allora tutti a parlare delle grandi soluzioni finanziarie: il Sure, i Coronabond, il Recovery fund, il Mes e via discorrendo. Discorsi di finanza per la finanza.
Io sto cercando in questa rubrica di spostare il piano della discussione: dalla finanza, che Aristotele definiva crematistica appunto “l’arte del discutere di moneta” a una roba diversa che è l’economia dove invece si parla di produrre delle cose. Il secondo ambito di spostamento culturale di pensiero è non politico ma di persona che cerca di suggerire una diversa chiave di lettura delle cose e parlare di morale.
Perché? Perché quelli che vi dicono “si fa così perché non si può fare così” o “se non prendiamo il Mes il mondo va a scatafascio” sono quelli che vi danno delle spiegazioni tecniche con dei dogmi dicendo che l’economia è così perché è così.
Ma non è così: l’economia è un’ancella della filosofia. Quello che loro si rifiutano perché se l’economia la metto sotto la filosofia e, in particolare, alla filosofia morale che si pone dei problemi non di efficienza ma di giustizia, cambierebbero le scelte politiche e di quello che dovrebbe stare sopra. E allora noi avremmo che sopra tutto c’è la morale, sotto la politica poi l’economia e, da ultimo, la finanza.
Oggi la scala dei valori è rovesciata. Ecco perché ci sono i poveri e ci sono tanti poveri e pochissimi straricchi.
Malvezzi Quotidiani, comprendere l’economia con Valerio Malvezzi
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