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Il Napoli perde… per paura di perdere

Forse mai come nella finale della Supercoppa Italiana, il Napoli si è presentato al cospetto della Juventus con la veste di squadra favorita. Ciò derivava principalmente da questioni psicologhe oltre che tecnico tattiche visto soprattutto il momento negativo dei bianconeri. La squadra di Gattuso avrebbe certamente dovuto aggredire il match, cercare di farlo suo con le sue armi migliori, e cercare soprattutto di affondare la Juventus proprio dal punto di vista mentale (con ripercussioni che sarebbero potute anche andare al di là di questo match). Poi, per carità, gli azzurri avrebbero anche potuto perdere ugualmente la partita, vista la caratura tecnica dei bianconeri (a iniziare da Cristiano Ronaldo) ma di certo senza il rammarico di non averci provato.

E invece il Napoli ha “rispettato” la Juventus, quasi come se avesse avuto di fronte la solidità della squadra di Allegri, senza cercare quasi mai l’affondo con la propria tipica manovra avvolgente e dando così alla fine coraggio a una Juventus che nel primo tempo era stata a guardare e che invece nella ripresa ha iniziato a dominare il match, soprattutto a centrocampo. La paura di perdere il match, magari con un gol casuale di Ronaldo… ha fatto sì che il Napoli perdesse il match proprio con un gol casuale di Ronaldo.

Gli azzurri hanno perso con errori individuali (il corner da cui è nato il gol letteralmente regalato da Manolas, il rimpallo anche sfortunato di Bakayoko, il rigore del possibile pareggio calciato fuori da Insigne), oltre che alla inconsistenza dei suoi uomini migliori di attacco (Insigne, Lozano e Zielinski su tutti), oltre che Petagna, apparso ancora non pronto per partite di questa caratura e che è l’unica attenuante che può essere concessa a Gattuso (trovarsi a giocare la partita più importante dell’anno senza nessuno dei due bomber in rosa, Mertens e Osimhen).

Vince la Juventus, dunque, ma… mai come questa volta… perde il Napoli.

Vittorio de Gaetano

Vittorio de Gaetano

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