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CRISI DI GOVERNO ▷ SGARBI IN DIRETTA: “Tornare al voto? Impossibile, questi vogliono il vitalizio!”

La settimana del giudizio è iniziata. La crisi di Governo, non ufficiale ma che potrebbe scaturire dalle dimissioni della delegazione di Italia Viva, è in corso di risoluzione in Parlamento. Oggi alla Camera, domani al Senato: questi i due appuntamenti inseriti in fretta e furia nell’agenda del Premier Conte, che sarà chiamato a ricevere la fiducia di deputati e senatori.

All’ombra di Palazzo Chigi sono diversi gli scenari che si sono susseguiti in questi giorni: il Governo Conte ter, nuovo esecutivo tecnico come quello prospettato con Mario Draghi e, infine, il voto. Quasi tutte le voci sulla politica nostrana sostengono che quest’ultima ipotesi è quella meno accreditata, soprattutto perché in questo momento a pochi converrebbe andare al voto. Dello stesso avviso è il deputato Vittorio Sgarbi, che intervenuto ai microfoni di Francesco Vergovich, ha riferito che “è matematicamente impossibile tornare a votare perché (…) i nuovi parlamentari non possono avere il vitalizio”.

Questo l’intervento dell’Onorevole Sgarbi a “Un giorno speciale”.

“Tornare al voto è matematicamente impossibile”

“E’ matematicamente impossibile tornare a votare perché, mentre io sono un parlamentare di vecchia guardia e mantengo un minimo di garanzie, i nuovi non possono avere il vitalizio, ovvero la pensione, se non dopo 4 anni e 6 mesi. Per cui essendo più di 400 che non torneranno, è evidente che in tutti i modi impediranno lo scioglimento delle Camere. E’ inevitabile. Tra la riduzione dei parlamentari che hanno voluto questi idioti dei 5 Stelle, il calo di percentuale vertiginoso che hanno fatto e la norma di non dare la pensione dopo metà mandato, sempre legata al loro Governo, è evidente che troppe ragioni impediscono che uno vada a schiantarsi contro un muro”.

“Pd e 5 Stelle vedono come la peste il partito di Conte”

“Nella sua proverbiale antipatia quello che ha detto Renzi del Governo è vero. Qualunque scossa determini indebolisce Conte e favorisce il centro-destra. Il pensiero suo, che è un uomo molto furbo, è che favorire Conte vuol dire avvantaggiare se stesso. E’ molto complicata la gara perché Conte farebbe, ed è logico che faccia, un partito. Cercheranno di impedirglielo dicendo che è bene che mantenga i suoi voti dentro i 5 Stelle. Lui prenderebbe il 10-15%, come capitò a Monti e agli altri Premier tecnici, però li porterebbe via a qualcuno. In questo caso il 95% ai 5 Stelle, che hanno già un terzo dei voti di prima. Per cui vedono come la peste il partito di Conte. Anche Il Pd penserà a un’erosione di consensi a favore di Conte. Loro tenteranno di tutto per non farglielo fare”.

Un Giorno Speciale

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