Salgono i contagi, di pari passo con l’indignazione: “Colpa dei cenoni”, si dice in periodo post-natalizio; “colpa delle discoteche”, si dice in periodo estivo, e cosi via per ogni periodo dell’anno. Un anno lungo, quello che ci siamo lasciati alle spalle, pieno di dibattiti e accuse vicendevoli, tra chi accusava l’altro di essere un untore e chi prevedeva numeri disastrosi, o al contrario, la morte del virus.
Eppure la scienza non è opinione. Lo sappiamo dai tempi di Platone e Lucrezio, ma non serve leggere il De Rerum Natura per capire che questa tensione è generata soprattutto dal fatto che ognuno usa le statistiche per portare acqua al proprio mulino. Se infatti la famosa curva dei contagi può salire, i morti per (o con) Covid possono scendere: le due cose non si escludono, ma difficilmente alle statistiche viene data la stessa dignità dai media, e altrettanto difficilmente vengono interpretate in maniera corretta, come ha sostenuto Fabio Duranti a ‘Un Giorno Speciale’. Sentite cosa ha detto in diretta con Francesco Vergovich.
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