Dopo sette anni il Barcellona perde al Camp Nou. E perde 3 a 0. Questo significa che ha vinto la Juventus, ebbene sì, proprio la squadra data dispersa, almeno da chi scrive, capace tuttavia di destarsi dal sonno, dalla noia, da una serie di partite tossiche. Ha vinto con il gioco, la squadra di Pirlo. Ha vinto anche per le scelte finalmente logiche dell’allenatore che ha abbandonato gli esperimenti e ha disegnato uno schema naturale, due centrocampisti di corsa e disciplina, McKennie e Arthur e i piedi intelligenti di Ramsey, con un’ala, Cuadrado, sempre decisivo e il solito eterno Cristiano Ronaldo che ha vinto con due rigori la cosiddetta sfida con Messi.
La Juventus prima del giorno non è uno scherzo a parte, ma la conferma che il football è un gioco imprevedibile ma anche normale se non si vuole fare i fenomeni. Non era possibile che la squadra avesse smarrito le sue doti caratteriali e insieme la voglia di reagire a una situazione negativa, lo ha fatto in contemporanea con il gas malefico che si aggira nel club, la vicenda di Perugia, male affrontata e peggio gestita, potrebbe lasciare scorie pesanti con decisioni altrettanto grevi della proprietà. Sta di fatto che il risultato imprevisto di Barcellona consegna vitamine al gruppo squadra, al suo allenatore. Forse incomincia un’altra storia, una nuova storia per la solita Juventus che si era smarrita e si è ritrovata.
Tony Damascelli
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