La Roma espugna il Ferraris grazie a un superlativo Mkhitaryan che trascina i giallorossi al terzo posto in classifica: a nulla serve al Genoa il gol di Pjaca contro una Roma che sa riorganizzarsi nonostante qualche assenza di troppo e che va a vincere con merito.
“Due sono state le cose fondamentali: aver fatto subentrare Pedro e Mkhitaryan sicuramente, perché alla Roma stava sfuggendo il controllo della partita ed è stata una mossa conseguente a quella di Maran che ha infoltito il centrocampo.
E poi c’è un giocatore di classe che fa tre gol e piglia una traversa straordinaria: Mkhitaryan ha aiutato la Roma a vincere una partita non difficilissima ma che comunque lo stava diventando.
Credo che di questa squadra che ha fatto in otto giorni tre vittorie segnando dieci gol e subendone uno solo si possa solo parlare bene. Però dà l’impressione di creare molto e raccogliere poco: non si possono sbagliare gol come quello di Cristante, o come quello che ha sbagliato Perez. Sono cose che poi paghi, perché se davanti hai una squadra più forte ed efficace del Genoa, non vinci una partita che per il gioco mostrato meriteresti appieno di vincere.
E’ un peccato della Roma non troppo veniale che si ripete, si è visto perfino quando ha vinto 5-0: poteva farne 10!
Il discorso del centrocampo ripropone il solito dilemma, cioè se tu metti Pellegrini, che è un incontrista, con Veretout, hai un filtro in difesa meno efficiente. Quando invece metti Cristante e poi sposti Pellegrini rinunciando a Mayoral (che non stava facendo grandi cose) la squadra si è rimpossessata della partita.
Lì c’è un equilibrio davvero molto fragile per cui tu hai due trequarti di grande valore e qualità, un centravanti – quando c’è Dzeko – e poi c’è Pellegrini che si sta costringendo a fare il mediano, ma che non lo è.
Se la Roma vince senza Dzeko, senza Spinazzola – uno dei più forti – e con qualche difensore e qualche pilastro che sbaglia, vuol dire che comunque ha le risorse“.
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