Il caso Calabria è forse una disfunzione della macchina politica unica al mondo. Ben tre poltrone che cambiano proprietario nell’arco di pochi giorni è un triste record su cui l’Italia pone il suo nome. Difficile spiegarne le cause, che sicuramente sono molteplici, ma se c’è qualcuno a cui attribuire la responsabilità, quelle sono le cosiddette “amministrazioni lontane”.
Lo ha spiegato in diretta sulle nostre frequenze un esperto in materia come il direttore della Gazzetta Amministrativa Enrico Michetti, secondo cui assistiamo a un momento di grande alienazione dal territorio da parte del Parlamento, nonché delle Regioni.
Ecco perché il gran rifiuto, ecco – in parte – perché gli ospedali italiani sono più cagionevoli che mai: la mancanza di ispezioni di una politica che si rinchiude nei suoi “palazzi d’avorio” è la grande infezione della macchina amministrativa.
Ecco l’intervento del Prof. Enrico Michetti.
“Sulle amministrazioni un po’ più distanti, la Regione e il Governo, noto un fatto anomalo: non si ha visione diretta dei problemi. Quando vedo il Presidente di una Regione o il Presidente del Consiglio decidere tutto da Palazzo Chigi o dalle sedi delle presidenze, con queste immagini che provengono sempre dallo stesso luogo… non è questa la politica. La politica è andare verso il problema, perché per risolvere un problema tu lo devi conoscere, lo devi vedere in prima persona, devi fare delle esplorazioni, devi andare in giro a vedere, sentire, odorare.
A quel punto riesci ad emanare un provvedimento che calzi a guanto a quella realtà, altrimenti se tu tu rinchiudi all’interno di una torre d’avorio, emani dei provvedimenti in ragione di testimonianze più o meno dirette di chi partecipa, di sensazioni.
Ma tu puoi nominare una persona di cui non sai neanche se potrebbe accettare quell’incarico? Siamo alla follia più completa.
Io credo che quando si va ad individuare il soggetto che ha degli incarichi rilevanti, questo va bene per i ministeri ad esempio, perché lì se tu sei una persona che ha tanta esperienza hai maggiore possibilità di dare il meglio. Quando però si tratta di incarichi di settore, devi andare a pescare tra le eccellenze di settore. Gente che da trent’anni fa quell’attività e ha già dimostrato di conseguire risultati lodevoli sul campo: quelli possono risolvere problemi!
Mettere un grande cattedratico che magari ha un curriculum eccellente, ma non si è mai occupato della disciplina di settore sarebbe un errore gravissimo!
Ecco perché bisogna uscire dalla torre d’avorio e andare a vedere i problemi, per sapere chi può risolverli”.
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