Rispetto al passato, l’editoria scientifica è cambiata: quella che fino a un po’ di anni fa era l’unica fonte di informazione certa, oggi subisce un duplice mutamento.
Da un lato l’avvento della rete, che sebbene spesso porti con sé un elevato numero di informazioni non veritiere, rimane la sola via di fruibilità e circolazione di contenuti contro corrente e liberi da ogni imposizione.
Dall’altro l’esigenza di spettacolarizzazione che ha invaso anche il campo della conoscenza, con la conseguenza, talvolta, di far perdere qualità al contenuto stesso della ricerca.
Quest’ultimo punto è stato bene analizzato dal Premio Nobel per la medicina Randy Schekman nel 2013. “Ciò che conta è la qualità della scienza, non il marchio della rivista – scriveva Schekman sul Guardian – la scienza deve spezzare la tirannia dei giornali di lusso”.
Oggi, in questo momento di emergenza sanitara, di chi fidarsi, dunque? Chi ha ragione? Chi ha torto?
Le informazioni vengono percepite in modo sempre più confuso e a causa della poca chiarezza da parte delle istituzioni, anche l’opinione pubblica si divide.
Si prenda in esame il caso italiano: prorogato lo stato di emergenza fino a gennaio 2021, ma qual è il ragionamento scientifico alla base di questa nuova disposizione?
In diretta a ‘Un giorno speciale’ Fabio Duranti muove la sua analisi proprio partendo da questa domanda. Ecco su cosa ha riflettuto insieme a Francesco Vergovich.
“Tu mi privi di una libertà perché hai un motivo? Io voglio sapere le origini del motivo. Qual è il ragionamento scientifico alla base della privazione della libertà.
La scienza non è solo su Science, Nature e su Lancet, la scienza è ovunque. Premi Nobel come Montagnier oggi vengono fatti passare per pazzi perché vanno contro il pensiero unico.
Il nostro dovere oggi è accertarci per quale motivo oggi ci ritroviamo in un paese ove le libertà fondamentali ci sono state private. A prescindere dal fatto che la Costituzione non lo prevederebbe… Qualora dovesse prevederlo per motivi di emergenza, vediamo se l’emergenza è giustificata. E noi lo vogliamo con i dati certi, non con uno che fa un Dpcm e dice ‘qui tutto giù’. No, diteci come fate. Diteci qual è il metodo scientifico!”
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