Emerge in primo piano la notizia diffusa dall’ONU: ci attendono in futuro nuove e più letali pandemie. Saranno destinate a moltiplicarsi, ha detto l’ONU, dovete essere pronti.
Come volevasi dimostrare: la pandemia non finirà.
O durerà in maniera continuativa il coronavirus, come ha ammesso l’OMS a maggio del 2020, o in maniera alternativa ma complementare assisteremo all’imporsi di sempre nuove e più letali pandemie nel futuro.
Dall’emergenza non si uscirà, non si tornerà più alla vecchia normalità. Saremo costretti a vivere sempre e di nuovo nell’emergenza.
Il motivo, è questo è il punto decisivo, che la condizione di emergenza, di libertà e diritti compressi, diventi il new normal, la nuova normalità.
Siamo al cospetto di una riplasmazione integrale del nostro modo di vivere e di produrre. Vivere che è gestito dal potere che impiega l’emergenza sanitaria come metodo di riorganizzazione sociopolitica in chiave autoritaria e verticistica.
Finché vi ostinate a muovervi con coordinate medico-scientifiche non capirete nulla di ciò che sta accadendo. Usano il discorso medico-scientifico in chiave ideologica, come vernice che occulta quello che è l’interesse della classe dominante.
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