Si ricomincia a parlare di ospedali nel caos, proprio come lo scorso marzo. Ma con una sola differenza: una prima ondata di coronavirus, che ci è costata una quarantena di 69 giorni e un danno economico incalcolabile, la abbiamo già vissuta. Si conoscevano i punti deboli della sanità italiana e come rafforzarli in vista di un nuovo attacco del covid.
Invece, purtroppo, sembra di tornare indietro nel tempo con l’esaurimento delle terapie intensive, la mancanza di operatori sanitari, la carenza di dispositivi. Una situazione nella quale stanno sprofondando diverse realtà ospedaliere del Paese, da nord a sud. Nella Capitale, ad esempio, ha destato scalpore la denuncia di Roberto Chierchia, segretario Cisl Fp di Roma e Lazio, sul Policlino Umberto I e “la mancanza di autisti che la direzione non ha proceduto ad assumere, nonostante l’acquisto un anno fa di quattro autoambulanze”.
A cosa sono dovute queste inadempienze? Lo ha spiegato Chierchia ai microfoni di Luigia Luciani e Stefano Molinari. Ecco il suo intervento a “Lavori in corso”.
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