Economia

“Avevano promesso un mondo meraviglioso con l’euro: vi svelo le loro menzogne con i dati” ► Prof. Malvezzi

Un ventennio, circa, è già trascorso da quando l’euro è entrato nelle tasche degli italiani. Come al solito, numerose erano state le promesse di ricchezza e prosperità che i promotori della moneta unica avevano al tempo indirizzato ai popoli. Un passo decisivo per la costruzione europea, al quale sarebbero poi seguiti nuovi Trattati, Convenzioni, Linee guida, ecc… con i quali la sovranità nazionale è pian piano scivolata verso l’Unione.

E dei vantaggi, a detta soprattutto dei detrattori dell’Europa, non si è vista nemmeno l’ombra. Lo certificano anche i dati portati in risalto dall’economista Valerio Malvezzi, ai microfoni di Francesco Vergovich e Fabio Duranti. Le cifre sembrerebbero non lasciare spazio a interpretazioni di stampo ideologico: su occupazione e creazione di posti di lavoro le curve sono in picchiata sin dall’introduzione dell’euro e dall’applicazione dell’impianto normativo comunitario.

Ecco la spiegazione del Prof. Malvezzi a “Un giorno speciale”.

“Tutte le volte che vi parlano di pensioni, in realtà vi confondono le idee. Di fatti la questione è sostanzialmente quando andare in pensione. Il problema della situazione socioeconomica in Italia è un altro:

  1. Quanta gente cerca lavoro in Italia? Dal 2007 al 2014 noi abbiamo avuto un raddoppio delle persone in cerca di lavoro. Siamo arrivati a circa un milione di persone. Però qual è il problema? Che dal 2014 al 2020 la curva scende e torna a circa 600 mila. Il vero problema è che le persone stanno rinunciando a cercare lavoro. Semplicemente il lavoro non c’è volutamente, in un sistema economico che ha come scopo quello di non creare lavoro.
  2. Qual è il tasso di inattività in Italia, dopo l’euro? C’è una curva in crescita, vuol dire che tutte le promesse fatte durante l’introduzione dell’euro e nei trattati europei sono menzognere.
  3. In Italia ci sono più soggetti che cercano lavoro o inattivi? Sono decisamente di più le persone inattive. Vuol dire che abbiamo una società italiana nella quale abbiamo una situazione esplosiva. Al punto che il vero dato politico è che alla fine avremo una società nella quale saranno molto pochi quelli che sosterranno la produttività. Avremo una società di persone disoccupate.
  4. L’euro ha giovato a disoccupati e inattivi in Italia, tra i giovani? Siamo passati ad una percentuale di poco superiore al 30% ad una percentuale che ha superato il 45%. Vuol dire che Questo Paese non ha nessun futuro.

Qual è la mia soluzione? Malvexit. Tutto questo serve per creare una società di schiavi, mi sembra evidente. Un uomo che non ha lavoro non è un uomo libero”.


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