“E’ tempo di una nuova umanità. Essere sovrani vuol dire dialogare alla pari con gli altri Paesi, e non avere rapporti di sudditanza“. Tiziana Alterio non ci sta, e non ci stanno nemmeno le migliaia di persone – più di 10mila, secondo gli organizzatori – che hanno partecipato alla Marcia della Liberazione, tenutasi a Roma lo scorso 10 ottobre. Una manifestazione apertamente sovranista e contro il neoliberismo, nonché avversa “all’uso strumentale del virus per imporre norme stringenti“. Un’iniziativa ben diversa dal movimento che si è visto alla stessa ora dello stesso giorno nei pressi di Bocca della Verità, che per il suo folklore e focalizzazione sulla natura del virus ha suscitato l’attenzione di molti media che, facendo confusione, hanno bollato entrambe le iniziative con aggettivi dalle sfumature nette: “Estremisti, negazionisti, terrapiattisti“.
La giornalista e mente della Marcia della Liberazione rigetta al mittente tutte le accuse nel suo discorso inaugurale, auspicando che una tale iniziativa possa avere seguito nella lotta per riavere la libertà. Dal neoliberismo. Dalla strumentalizzazione. Da un’Europa che non ascolta. Ecco l’intervento.
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