Nessuno parla più di Dzeko e Suarez. Alvaro Morata fa il suo, segna tre gol in tre giorni, tra Crotone e Kiev e la Juventus ritrova un attaccante che non fa il fenomeno, che non spacca le montagne ma che garantisce quello che un centravanti pulito sa fare.
E così Pirlo ritrova la Champions League con una vittoria contro un’ipotesi di avversario, la Dinamo era scarica, lo stadio macchiato da ventimila tifosi ci ha ridato un po’ di atmosfera del calcio che non abbiamo più, ma la squadra di Lucescu non ha mai dato segni di vita e di reattività e la Juventus avrebbe potuto irrobustire la vittoria con altre tre occasioni poi bruciate.
Rivisto Dybala, ancora a basso regime di giri, come previsto al di là dei suoi sfoghi capricciosi, passo corto e scarsa potenza ma i lavori sono in corso e in attesa di Cristiano Ronaldo, la Juventus di Pirlo può tornare a respirare, Chiesa tenace ma come sempre egoista e solitario, male Kulusevski a parte un colpo di tacco, roba piccola, malino Bentancur e Rabiot, senza temperatura il principino del Galles, Ramsey, in difesa energico Chiellini però subito in frantumi con il muscolo della coscia destra, dunque fuori uso per due o tre settimane. Di altro c’è poco ma c’è Morata che basta e avanza.
Tony Damascelli
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